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Realizzazioni e progetti >> Loderingo

VIA LODERINGO


Struttura dell’edificio e vicissitudini storiche
Si tratta di un fabbricato del 1916, di 6 piani, un seminterrato, quattro piani fuori terra ed un sottotetto adibito a mansarda, a pianta rettangolare di dimensioni 30,00x12,00 circa, con un altezza di gronda di quasi 17,00 m. La struttura portante è in muratura. I solai sono costituiti da solette di conglomerato cementizio armato con armatura unidirezionale. Le fondazioni sono in conglomerato cementizio non armato. L'orditura dei solai è stata rilevata tramite indagine pacometrica.


             piano seminterrato

                       piano rialzato

                     piano primo

              piano secondo

                      piano terzo

                                                                                     Quadro fessurativo principale

Negli elaborati seguenti sono riportate direttamente le minute dei rilievi dello stato fessurativo eseguiti durante i sopralluoghi. Sono stati segnati, piano per piano, le lesioni maggiormente evidenti e significative per identificare probabili movimenti del fabbricato ed individuare eventuali altri fenomeni corresponsabili dello stato fessurativo in atto. Il rilievo eseguito ha permesso di accertare la coesistenza di lesioni di varia genesi. Si riconoscono lesioni, quasi sempre diagonali, direttamente riconducibili a meccanismi di cedimento delle fondazioni, localizzate più o meno su tutte le murature (esterne, di spina, trasversali) e, "forse", maggiormente accentuate nelle zone di estremità e dal lato di Via Loderingo. Occorre tener presente che le varie unità immobiliari hanno subito ristrutturazioni e sistemazioni in tempi diversi e con modalità differenti per cui non è immediato correlare l'entità dello stato fessurativo fra una porzione e l'altra del fabbricato. Sono state individuate durante i sopralluoghi (e successivamente rilevate dall'ispezione termografica) porzioni di intonaco fessurate a causa di fenomeni di ritiro, rigonfiamento e distacco dal supporto, sia sui muri che sui soffitti. Al piano rialzato, a seguito del sopralluogo eseguito, è stato rimosso l'intonaco del soffitto di una camera perché pericoloso, in quanto quasi completamente distaccato. Nella proprietà adiacente si è verificata in passato la caduta dell'intonaco di un intero soffitto. Si tratta di un problema comune a tutto il fabbricato ed è dovuto al fatto che i solai sono in cemento armato e, per di più, molto deformabili. Anche l'intonaco delle pareti risente di un cattivo aggrappaggio sui blocchi di calcestruzzo, a maggior ragione laddove abbiamo intonaci moderni a base cementizia e di grosso spessore. Altra tipologia di lesioni riguarda i solai ed è dovuta alla scarsa portata e all'eccessiva deformabilità (calcestruzzo di qualità scadente, armatura carente, spessore esiguo). Lo stato fessurativo rilevato, come si evince dagli elaborati relativi, interessa praticamente in egual misura le due ali del fabbricato, non si può dire che interessi una parte preferenziale. Dall'analisi dello stato fessurativo risulta evidente, come peraltro già rilevato negli studi precedenti, che esiste un fenomeno di cedimenti differenziali delle fondazioni che sono la causa delle lesioni più significative riscontrate nel fabbricato.


                        legenda

             piano seminterrato

                      piano rialzato

                     piano primo

                piano secondo

                        piano terzo



                                                                            Inquadramento geologico e geotecnico

Esaminando i risultati delle prove geotecniche eseguite, riassunti nella tabella seguente, si individuano immediatamente alcune circostanze che permettono di circoscrivere le cause del fenomeno fessurativo. Il Geologo ha prelevato 6 campioni di terreno, tre sul lato nord e tre sul lato sud, a profondità rispettivamente simili, e li ha sottoposti ad alcune prove di laboratorio fra cui la determinazione dell'umidità naturale e dei limiti di consistenza. Si tratta di campioni omogenei per caratteristiche litologiche; sia a sud che a nord sono stati rilevati terreni fini di natura argillosa-limosa. Importante è anche il fatto che i campioni sono stati prelevati a settembre (fine estate, periodo secco).
 

sondaggio   campione   localizzazione   profondità  (m) umidità  naturale (%) limite    plastico   (%) limite
di ritiro
(%)
ritiro
lineare
(%)
S1    C1    sud    3.00÷3.30 17,3 20,0    
S1    C2    sud    5.50÷5.80 22,9 21,0 18,0 7
S1    C3    sud    7.10÷7.35 25,3 23,0 13,0 9
S4    C1    nord    3.10÷3.40 18,5 23,0    
S4    C2    nord    5.70÷6.00 23,0 21,0     
S4    C3    nord    8.30÷8.60 23,1 31,0 15,0 10

Analizzando la tabella sorgono le seguenti considerazioni, in rapporto anche alla presenza della canaletta di scarico che corre parallela al lato sud del fabbricato a circa 5 m di profondità e alla sua presunta influenza sullo stato fessurativo. I campioni S1C2 (sud) e S4C2 (nord), entrambi prelevati ad una profondità fra i 5.00 e i 6.00 m (immediatamente sotto la canaletta), hanno la stessa umidità naturale peraltro rilevata in settembre. Se le presunte dispersioni della canaletta influenzassero effettivamente il comportamento del terreno avremmo dovuto trovare valori sensibilmente diversi di umidità naturale per i due campioni; il campione "sud", prelevato in corrispondenza della canaletta e immediatamente sotto di essa, sarebbe dovuto essere ben più umido di quello "nord" prelevato alla stessa profondità, a maggior ragione in un periodo secco. Anche i valori di umidità relativa degli altri campioni confrontabili per profondità, S1C1 con S4C1 e S1C3 con S4C3, risultano ben poco diversi. Infine i massimi valori di umidità rilevati sono appena superiori al limite plastico e appena sotto al valore di saturazione, fornitomi dal laboratorio, pari a 28, come è lecito attendersi per terreni argillosi non immersi. Quindi le eventuali dispersioni della canaletta non influenzano in alcun modo il comportamento statico del fabbricato. Ciò che invece ha determinato i cedimenti è stato l'estremo essiccamento del terreno immediatamente al di sotto del piano di posa delle fondazioni, come testimoniano i valori di  umidità naturale rilevati nei campioni S1C1 (sud) e S4C1 (nord) che sono prossimi al limite di ritiro. Inoltre è evidente la forte propensione di quel terreno a variare il proprio volume in funzione del tenore di umidità. Che il fabbricato sia soggetto anche a movimenti dovuti al rigonfiamento del terreno si evince dal fatto che alcune lesioni rilevate risultano essersi chiuse avendo sostanzialmente espulso la stuccatura.


condizioni al contorno e posizionamento sondaggi

        Stratigrafia del sito in esame

Variazione dell'umidità con la profondità

                                                                                                     Progetto dell’intervento
Il progetto prevede il consolidamento mediante l’installazione di un impianto di controllo dell’umidità del terreno (sistema brevettato HBC). Come si evince dagli elaborati riportati nelle illustrazioni seguenti, sono previste, a profondità opportuna, sei tubazioni di polietilene pre-forate sub-orizzontali che hanno la funzione di diffondere nel terreno di sedime del fabbricato l'acqua necessaria a mantenerne costante l'umidità indipendentemente da tutte le condizioni esterne che possano intervenire. Esse verranno posate con l’impiego di una perforatrice orizzontale (tecnica No-Dig) lavorando esclusivamente dal parcheggio attiguo al Condominio senza intervenire minimamente all’interno dei locali al piano seminterrato. L'alimentazione dell'acqua verrà derivata dall'impianto di irrigazioonedl giardino presente sul lato nord. Il controllo dell'impianto è affidato ad appositi rubinetti a galleggiante installati nei pozzetti d'ispezione. Di seguito sono riportati la planimetria e la sezione dell'impianto.


             pianta progetto

                     sezione progetto

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