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Realizzazioni e progetti >> Scornetta

VIA SCORNETTA

Struttura dell’edificio e vicissitudini storiche
 
Il fabbricato è costituito da due corpi rettangolari di dimensioni 11,00x12,00 m, circa, accostati e sfalsati, in pianta di circa 4.00 m e in altezza di circa 1.00 m. Esso è composto da un seminterrato, tre piani fuori terra ed un piano mansardato per un'altezza in gronda di circa 12,50 m. La struttura portante, per quanto è possibile rilevare sul posto, dato che non furono depositati disegni all'ex genio civile, è in conglomerato cementizio armato ed è intelaiata. E' costituita da muri di cemento armato contro-terra al piano seminterrato e da pilastri e/o setti in elevazione. Le travi ai vari piani risultano in spessore in corrispondenza delle pilastrate centrali ed in altezza perimetralmente. I solai sono in latero-cemento e risultano orditi sempre in direzione perpendicolare a Via Scornetta. Le fondazioni sono costituite da un reticolo di travi rovesce di sezione rettangolare.


              legenda
 

          piano secondo
 

                 piano primo

          piano rialzato

        piano seminterrato

         piano seminterrato

        piano seminterrato

vano scala

vano scala


Inquadramento geologico e geotecnico Le indagini effettuate sul terreno mostrano l'esistenza di un sottosuolo  litologicamente omogeneo costituito essenzialmente da limi argillosi fino a circa 8.00÷8.50 m di profondità dal piano di campagna. Oltre, fino a 13.00 m che rappresenta la massima profondità raggiunta col penetrometro, sono presenti sabbie limose. Le indagini di laboratorio sui campioni prelevati hanno permesso di sabilire che si tratta di materiali che hanno una elevata propensione alle variazioni di volume in rapporto al variare del contenuto in acqua. L'analisi dei risultati delle prove penetrometriche e del grafico relativo alla variazione dell'umidità naturale con la profondità evidenziano un forte essiccamento del terreno in un'ampia fascia all'interno della quale è presente il piano di posa delle fondazioni. Lo spessore di tale fascia risulta diverso a seconda dell'ubicazione della prova effettuata ed in particolare l'essiccamento si è spinto fino a circa 3.00 m dal piano di campagna in corrispondenza della CPT1 (zona di valle), fino a circa 8.00 m in corrispondenza delle CPT2 e CPT2A (zona di monte) e fino a circa 3.00 m in corrispondenza del sondaggio S1 (fronte autorimesse).


Caratteristiche fisiche e granulometriche

Progetto dell’intervento
 
Nel 2011 è stato eseguito il consolidamento mediante l’installazione di un impianto di controllo dell’umidità del terreno (sistema brevettato HBC). Come si evince dal progetto dell’impianto riportato nelle illustrazioni seguenti, sono state poste in opera, a profondità opportuna, sette tubazioni di polietilene pre-forate sub-orizzontali che hanno la funzione di diffondere nel terreno di sedime del fabbricato l'acqua necessaria a mantenerne costante l'umidità indipendentemente da tutte le condizioni esterne che possano intervenire. Esse sono state poste in opera con l’impiego di una perforatrice orizzontale (tecnica No-Dig) lavorando esclusivamente dal piazzale autorimesse senza intervenire minimamente all’interno delle tavernette poste al piano seminterrato. L'alimentazione dell'acqua è stata derivata dal contatore condominiale presente in un pozzetto posto nel piazzale autorimesse. Il controllo dell'impianto è affidato ad appositi rubinetti a galleggiante installati nei pozzetti d'ispezione. Di seguito è riportata la planimetria dell'impianto HBC realizzato, e alcune foto relative alle fasi realizzative.


planimetria dell'impianto HBC realizzato

 impostazione della trivella

              perforazione

         arrivo della sonda
 

     tiro del tubo diffusore

      tiro del tubo diffusore

 tubo diffusore posizionato
 

          posa pozzetti

   posa tubazioni impianto

  completamento impianto

ripristino pavimentazione cortiliva
 

FILMATO SEQUENZA POSA DIFFUSORI HBC



 


                                                                                            Monitoraggio e risultati ottenuti
 
L’impianto è stato attivato a maggio 2011 e contestualmente è stato implementato un monitoraggio che consiste nel controllo delle lesioni maggiormente significative per mezzo di stazioni crepemetriche e nel rilievo dei consumi d’acqua tramite un contatore.
A dicembre 2011 è stato eseguito un controllo della diffusione dell’acqua tramite tomografia di resistività elettrica (ERT). Dalla relazione fra resistività e grado di saturazione, mediante l’ERT si può misurare il volume di terreno reidratato. Tale relazione può essere ottenuta in maniera precisa eseguendo, contemporaneamente all’ERT, un sondaggio e misurando il grado di saturazione a varie profondità.
Esistono comunque in letteratura correlazioni ottenute su diversi terreni da differenti ricercatori. L’esame della tomografia mostra come la diffusione dell’acqua avvenga prevalentemente in direzione orizzontale. Inoltre sfruttando le correlazioni riportate, poichè la saturazione si ha per un contenuto d’acqua attorno al 25%, si ottiene il corrispondente valore della resistività pari a 15 Ωm. Di conseguenza la tomografia rivela che il terreno risulta praticamente saturo fino a oltre 5.00 m di profondità. A questo punto, esaminando il diagramma dell’umidità naturale con la profondità determinato prima dell’intervento, si evince che lo strato di terreno essiccato al di sotto delle fondazioni risulta completamente reidratato con un grado di saturazione prossimo all’unità. Ciò a distanza di n. 7 mesi dalla messa in funzione dell’impianto.

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