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Realizzazioni e progetti >> Capellini

VIA CAPELLINI


Rilievo della struttura e vicissitudini storiche

La struttura portante è in muratura di mattoni ed è costituita da muri esterni longitudinali di due teste e da un muro di spina, di due teste al piano seminterrato e di una testa ai piani superiori, mentre i solai sono in travi varese e tavelloni. Le fondazioni, realizzate ex novo nel 2001, sono del tipo a nastro e sono costituite da travi di cemento armato di larghezza 50÷80 cm ed altezza 40÷50 cm.
      

pianta delle fondazioni

pianta del primo solaio

pianta del secondo solaio

pianta del soffitto

pianta del coperto

sezioni travi di sottofondazione eseguite nel 2001
 
 

Rilievo dello stato fessurativo
 
Il quadro fessurativo rilevato indica l'esistenza di un fenomeno generalizzato che interessa tutto il fabbricato; non si tratta di un meccanismo locale legato ad un eventuale fattore particolare. I movimenti interessano sia le murature esterne sia il muro di spina e si riflettono sui solai che non avendo soletta armata, poiché allora non si faceva, non sono in grado di opporsi a trazioni trasversali e si lesionano in direzione dell'orditura.
 

pianta piano seminterrato

         pianta piano rialzato


        pianta piano primo
 

     prospetto nord-ovest

           prospetto sud-est

       prospetto sud-ovest

          prospetto nord-est
                                                                              Inquadramento geologico e geotecnico

 

Il sottosuolo è costituito da materiali che presentano forti variazioni di volume al variare del loro contenuto d'acqua. Esaminando i grafici relativi all'umidità naturale si evince che il terreno di fondazione ha subito processi di ritiro e rigonfiamento. In particolare gli spessori interessati da tali fenomeni sono di almeno tre metri in corrispondenza del saggio n. 1 (spigolo posteriore sinistro del fabbricato) e di almeno quattro metri in corrispondenza del saggio n. 2. (spigolo anteriore destro). Per meglio comprendere la situazione si faccia riferimento all'allegato "Andamento dell'umidità in rapporto alle fondazioni" dove sono stati sovrapposti i grafici relativi all'umidità ed una sezione del fabbricato, fondazioni comprese, riferiti alle quote effettive del terreno di monte e di valle. Si nota che il valore dell'umidità nei due-tre metri al di sotto delle fondazioni  risulta sensibilmente diverso fra monte e valle. Inoltre è chiaro come l'essiccamento sia assai maggiore a valle dove lo spessore di terreno a protezione delle fondazioni è inferiore. Si deve anche tener presente che l'area di sedime del fabbricato, al contrario del cortile, non subisce apporti diretti di acqua e quindi è soggetta sostanzialmente ad un progressivo essiccamento con conseguente ritiro. E' dunque evidente che le fondazioni del fabbricato insistono su strati di terreno soggetti a ritiro e rigonfiamento in funzione delle naturali variazioni di umidità e che tali fenomeni, essendo necessariamente disomogenei, provocano sollecitazioni che la struttura del fabbricato non è in grado di assorbire senza lesionarsi. A ulteriore riprova di quanto affermato, preme segnalare che i primi di maggio 2009, durante il sopralluogo preparativo delle indagini geotecniche, abbiamo potuto rilevare una notevole riduzione dell'apertura delle lesioni sul muro esterno posteriore rispetto al dicembre 2008, segno inequivocabile dell'avvenuto rigonfiamento dei terreni. In conclusione, visto il quadro fessurativo, viste le caratteristiche del terreno,  vista la distribuzione dell'umidità in profondità e verificata la vistosa chiusura delle lesioni nel periodo invernale e primaverile, ritengo che il quadro fessurativo del fabbricato sia dovuto essenzialmente ai movimenti indotti dal ritiro e dal rigonfiamento dei terreni di fondazione in relazione al loro contenuto d'acqua.

 


     Condizioni al contorno

Stratigrafia del sito in esame

Caratteristiche fisiche e granulometriche

Variazione del contenuto d’acqua con la profondità
Progetto dell’intervento
Il progetto di consolidamento prevede la messa in opera di un impianto HBC costituito da una serie di diffusori verticali, opportunamente realizzati e spaziati, collegati a dei dispositivi di controllo e gestione che permettono di fornire acqua al terreno se, quando e dove serve indipendentemente dalle cause che generano le variazioni di umidità.

  pianta dell'impianto HBC
sezione dell'impianto HBC







 
 




 







 
 





 
 

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